Regioni periferiche

Un marchio di parco nazionale per un prodotto turistico ticinese

di Walter Gianora, Opinione Liberale 14 ottobre 2016

I parchi nazionali sono vettori positivi per il rilancio delle regioni periferiche, per generare uno sviluppo sostenibile e di qualità. Un marchio che per Walter Gianora rappresenta dunque «un volano e interessanti addentellati socio-economici». Questa la lettura del voto di lunedì del parlamento che ha accolto i crediti per finanziare i parchi Adula e del Locarnese. 

I crediti stanziati lunedì dal Gran Consiglio concernono, due contributi cantonali per un ammontare di 1,5 milioni a favore di una serie di Comuni, situati prevalentemente in regioni periferiche, impegnati a valutare le opportunità legate all’istituzione di due parchi nazionali di nuova generazione. Il Parc Adula interessa i tre comuni della Valle di Blenio, con un comprensorio che racchiude anche parte delle regioni limitrofe grigionesi, e il Parco nazionale del Locarnese che si estende dal Circolo delle Isole fino al territorio dell’entroterra comprendente Centovalli, Onsernone e i comuni di Bosco Gurin e Linescio. Buona parte sono Comuni a basso potenziale di sviluppo e pertanto devono godere di particolare attenzione, essendo territori fragili dal profilo dello sviluppo socio-economico. Da qui la loro esigenza di valutare tutti i potenziali di sviluppo che si presentano, nel caso specifico i parchi nazionali. 

Da diversi anni questi Comuni hanno messo in atto una procedura attraverso la quale fornire alla loro popolazione gli elementi per decidere attraverso un voto popolare l’istituzione di due parchi nazionali, e con essi il riconoscimento ufficiale del marchio di grande rilevanza, che permetterebbe di suscitare l’interesse su scala internazionale, generando uno sviluppo sostenibile e di qualità, strettamente legato al territorio in senso generale. Un marchio di parco nazionale che rappresenta quindi un volano e interessanti addentellati socio-economici, che potrebbero muovere tutti i settori di potenziale sviluppo (pensiamo all’effetto benefico sull’agricoltura, sul turismo locale, sull’artigianato, la cultura, il recupero e mantenimento del territorio e via dicendo). Ma ciò che spesso non si dice o si dimentica, è che un marchio di Parco offrirebbe l’opportunità di creare un prodotto turistico tutto ticinese, innovativo e differenziato da altre offerte, un unicum che rappresenterebbe per questo settore in difficoltà, una sana boccata d’ossigeno. Il Cantone non può chiamarsi fuori in questo momento, deve continuare a sostenere questi territori come l’ha sempre fatto, prestando particolare attenzione a questi trend che rappresentano, per regioni di questo tipo, delle grosse opportunità da valutare con attenzione. 

Come liberali radicali, siamo altresì convinti che un marchio di quest’importanza potrebbe rappresentare un passo importante che permetterebbe, per certi versi, di riconoscere fattivamente una volta tanto tutta una serie di sacrifici che questi territori hanno sopportato a seguito dei vincoli di protezione territoriale calati dall’alto, che hanno fin qui complicato non di poco la crescita economica, permettendo però nel contempo di preservare dei valori territoriali e ambientali molto interessanti. Insomma, col conseguimento del marchio Parco questi territori potrebbero ricevere il giusto riconoscimento, per non dire la giusta ricompensa. Sono questi gli aspetti politici essenziali che hanno convinto da sempre il PLR a sottoscrivere pienamente questi aiuti, consapevole che questi rappresentano per i Comuni delle regioni coinvolte un ulteriore aiuto per portare a compimento tutta una serie di progetti già avviati e per terminare la fase di preparazione in vista della votazione popolare, che per il Parc Adula si terrà a fine novembre prossimo, mentre che per il Parco del Locarnese nel corso del prossimo anno.

L’aspirazione di queste regioni periferiche di ritrovare una loro dignità e capacità di autodeterminazione, è un loro diritto, non pregiudicargliela è un nostro dovere!